Il rifiuto dei non vegetariani

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Ci passiamo proprio tutti dalla riluttanza, dall’incredulità, e per certi versi persino dallo sbigottimento dei non vegetariani.

Dire ad un amico, ad un parente, ad un collega di lavoro che abbiamo scelto di diventare vegetariani o  vegani è un pò come affermare che da quel momento in poi tutto cambia.

Cambia il modo di pranzare insieme agli altri, cambia la consapevolezza verso il cibo che si consuma, e cambiano quindi le abitudini che fino a qualche tempo prima ci rendevano simili alla maggior parte delle persone.

Cambia l’atteggiamento dei non vegetariani nei nostri confronti.

Niente più grigliate di carne all’aperto la domenica, niente più mcdonald’s, niente bucatini all’amatriciana.

Soprattutto chi non è vegetariano sembra temere una scelta cosi rivoluzionaria proprio in quanto rivoluzionaria.

Pensare al bene degli animali, ai loro diritti di esseri senzienti, pensare al bene dell’ambiente può spaventare chi questi principi non li fa propri.

La cosa importante da fare al principio del nostro percorso verso la consapevolezza alimentare è quella di non giudicare chi a differenza nostra non sostiene determinati valori e soprattutto non sentirsi frustrati per questo motivo.

La dipendenza ad un certo modo di alimentarsi è molto forte perchè verte essenzialmente su un’adesione con certi modelli sociali.

Pensiamo soltanto per un momento al rapporto che si genera attraverso la nutrizione tra una madre e un figlio, una madre tenta di infondere una formazione alimentare utile alla sopravvivenza della propria creatura, e lo fa utilizzando gli stessi schemi che a sua volta le sono stati tramandati, proviamo quindi ad immaginare quanto possa essere difficile  per lei accettare il rifiuto di questo bagaglio culturale.

Si tratta di un rifiuto immenso, significa dover accettare che il figlio è in grado di sovvertire l’idea di un’intero albero genealogico, significa per certi versi recidere definitivamente il cordone ombelicale.

Pertanto avverrà una separazione tra ciò che era precostituito e ciò che è rivoluzionario.

La consapevolezza alimentare di ognuno di noi fondamentalmente nasce attraverso tutte le esperienze fatte, e soprattutto avviene a prescindere da tutto.

In fondo a pensarci bene siamo tutti ex non-vegetariani.

 

 

 

Autore: consapevolezza alimentare

Sono Sonia ho 33 anni e ho smesso di definirmi per categorie. Amo leggere, cucinare, parlare di piccole e grandi rivoluzioni quotidiane in compagnia di una bella birra alla spina e ovviamente di qualcuno interessato all'argomento. La mie recenti rivoluzioni sono l'alimentazione vegetariana, l'orto sul balcone, la camminata di un'ora tutti i giorni, la mia attività indipendente e questo blog. Ambizioni future: l'auto-produzione casalinga e di conseguenza una casa in campagna! Consapevolezza Alimentare è una rubrica di approfondimento sul percorso alimentare vegetariano, ha lo scopo di supportare tutti coloro che vorrebbero fare o hanno fatto questa scelta etica, salutistica e ambientalista. Consapevolezza Alimentare mette insieme vari contenuti, estratti di libri di autori che hanno affrontato tale tematica, testimonianze di persone che da tempo hanno fatto propria la scelta vegetariana o vegena.

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