Bruschette con Cima di Rapa e Gorgonzola

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cime

Chi non ama le bruschette? Sono facili, veloci, colorate, fresche e soprattutto buone!

Ecco quindi come realizzare un facilissimo antipasto vegetariano, bello da vedere e gustosissimo da mangiare.

Si tratta di un antipasto economico e poco calorico che rappresenta un’alternativa alla classica bruschetta con pomodori (anch’essa strepitosa, intendiamoci)

Esecuzione: facile  Calorie per bruschetta: 260 circa

Ingredienti per 4 bruschette:

500 g di cime di rapa

20 g circa di gorgonzola per singola bruschetta

4 fette di pane casereccio di circa 50/60 g cad.

Procedimento:

*spadellare le cime di rapa con olio evo, due spicchi di aglio, 2 foglie di alloro, sale q.b., peperoncino (se gradito)

bruschettare le fette di pane casereccio con un testo o una piastra rigata

stendete le cime di rapa sul pane bruschettato e servite con tocchetti di gorgonzola adagiati nella parte superiore, in alternativa al gorgonzola potreste usare del formaggio caprino, eseguite un giro di olio evo ed eventualmente spolverate con pepe nero.

*N.b.:  Le cime di rapa per mantenere al meglio il gusto tipico non devono essere precedentemente lessate, ma fatte cuocere in pentola con pochissima acqua e olio evo.

In questo modo perderanno liquido in cottura e si cuoceranno senza bisogno di essere sbollentate o lessate. Prestate molta attenzione nel cuocerle, necessitano di essere mescolate durante la cottura.

Consiglio: servite con un flute di prosecco!

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happy hours vegetariano? Che difficoltà !

Non sempre è facile incontrare la comprensione delle persone, soprattutto in ambito alimentare. Momenti come le feste, i compleanni e gli aperitivi possono creare grandi difficoltà a chi ha amici onnivori o semplicemente si reca a fare l’happy hour in un qualsiasi bar della propria città.

Ecco dunque qualche consiglio utile per gestire la situazione e dire addio alle olive e patatine in sacchetto da mangiucchiare insieme all’aperitivo.

Happy Hour si, ma cosa mangio?

Innanzitutto è bene dire che si sta diffondendo sempre più il veggie-hour, ovvero l’aperitvo completamente vegetariano, molto apprezzato anche dagli onnivori. L’happy-hour infatti dovrebbe essere un momento di condivisione e socializzazione a cui tutti dovrebbero poter godere e gioire, senza esclusioni di alcun tipo. Quindi se non tutti i locali che frequentiamo ne sono all’altezza, come prima cosa informatevi su quali svolgono queste nuove attività vegetariane e talvolta proponete ai vostri amici di differenziare la meta e trovarvi li per il momento dell’aperitivo, in modo da avere più scelta per smangiucchiare qualcosa.

Organizzare un veggie-hour come party

Per sensibilizzare i vostri amici onnivori al rispetto delle scelte alimentari altrui, il consiglio migliore è di organizzare voi per prime un veggie-hour a casa vostra, magari in occasione di un compleanno. In questo modo anche i vostri amici avranno modo di scoprire quanto buona e sana possa essere la cucina vegetariana e, magari, la prossima volta replicheranno alle loro feste i vostri stuzzichini. Le idee possono essere molte, a partire dai crostini a base di pane, come quelli gorgonzola e pere, semplici, ma intramontabili bruschette al pomodoro o una caponatina di melanzane. Oppure potete fargli gustare qualche piatto unico veloce, come il farro con zucca e menta o un buonissimo cous cous,oppure ancora qualche polpetta di verdura come quelle di miglio e melanzane o i falafel. Infine non dimenticatevi che tutti vanno matti per le insalatone, potrete quindi sbizzarrirvi con delle insalate di Quinoa o insalate alla greca.

Insomma, tutto sta nella vostra fantasia, stupiteli e vedrete che, sicuramente, saranno loro stessi a replicare le vostre ricette alle loro prossime feste!


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Sano ed equilibrato menù vegetariano invernale

L’inverno è alle porte, ma non per questo bisogna perdere di vista la salute fisica e le buone ricette, ecco quindi alcuni semplici consigli volti a mantenere uno stile di vita sano anche con le temperature sfavorevoli.

Come fare movimento fisico in inverno?

Partiamo dallo scoglio più grande che la stagione ci impone di affrontare: come mantenersi in forma e continuare una sana attività fisica con un tempo così proibitivo?

Esistono moltissimi modi per fronteggiare le basse temperature, innanzitutto bisogna tenere sempre a mente l’importanza dellattività aerobica durante il periodo invernale. In estate è molto più immediato il pensiero di andare a fare un bel giro in bicicletta, ma d’inverno nulla ci impedisce di nuotare; nelle piscine infatti è possibile allenare il nostro corpo senza patire troppo freddo ed anche con un pizzico di divertimento. Anche fare le scale a piedi permette evitare di accumulare troppo peso per poi trovarsi in difficoltà in primavera. Non vanno poi sottovalutate attività tipicamente invernali come lo sci od il pattinaggio che daranno molto giovamento alle vostre articolazioni.

Infine, per evitare un irrigidimento della colonna vertebrale, dovuta al poco movimento tipico di questa stagione, è consigliabile anche fare degli allungamenti muscolari della colonna e degli esercizi di stretching, che vi aiuteranno a restare più agili e meno contratti. Per i meno temerari ricordiamo che è bene praticare, anche con il clima rigido, due volte alla settimana 30 minuti di corsa leggera. Importante indossare indumenti caldi ma traspiranti e un cappellino, mantenendo i battiti al 60% del nostro massimale (che si ottiene con la formula 220-l’età), finita la corsa, evitate di scoprirvi, ma andate in un luogo caldo ed effettuate una doccia calda.

Cibi vegetariani ottimi per la nostra dieta invernale

D’inverno la nostra alimentazione non deve risentire del cambio di stagione, in effetti, anche nel periodo invernale cucinare dei sani piatti vegetariani sarà più facile di quanto sembri grazie ai numerosi tipi di verdura a disposizione in questa stagione. Molte verdure tipiche di questa stagione, infatti, sono particolarmente ricche di minerali e oligoelementi: l’indivia, ad esempio, contiene un’elevata quantità di potassio e di magnesio, mentre la bietola da coste ci potrà fornire molto calcio. Questi tipi di verdura sono semplici da stufare e ci forniscono anche il famoso magnesio, il minerale che ci aiuta a recuperare le energie e combatte la spossatezza. Un buon brodo di verdura o un’insalata con l’indivia possono essere grandi alleati contro le influenze tipiche della stagione. Se poi vengono accompagnate con i legumi, ricchi di vitamine del gruppo B, ci consentiranno di avere forza ed energia per affrontare al meglio le giornate.

La zucca e le carote sono poi antiossidanti naturali, grazie al loro apporto di provitamina A e le vitamine C ed E: il betacarotene farà apparire la nostra pelle meno spenta in questa stagione pallida. Possono essere grattugiate e poi condite con succo d’arancia o di limone per aumentare ancora di più le loro proprietà nutrizionali (da non sottovalutare anche gli spinaci, la valerianella e l’indivia, per l’elevato contenuto di vitamina C).

I broccoli, come anche gli spinaci e le rape, ci potranno aiutare con un rifornimento costante di luteina, ottima per prevenire la degenerazione maculare e per la prevenzione del tumori digestivi. I broccoli, così come i cavoli, sono ricchi dei composti solforati (i glucosinolati), i quali pare aiutino a prevenire il cancro del colon e del retto, e aggiungano al nostro organismo un’elevata quantità di vitamina B9 e di calcio.

Gli ortaggi antichi come le barbabietole, la pastinaca, la barba di becco contengono infine i famosi glucidi, e quindi sono perfetti per l’alimentazione di tutta la famiglia. Il topinambur, inoltre, è fonte preziosa di potassio.


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Biscotti deliziosi vegan da regalare a Natale

Il Natale ormai è alle porte, non fatevi trovare impreparati oggi vi proponiamo 2 ricette di biscotti natalizi dal gusto irresistibile che rispecchiano la nostra filosofia di vita vegan.
Non c’è niente di meglio di regalare a Natale dei biscotti golosi, sani e nutrienti, fatti con le proprie mani nel pieno rispetto della natura.

Biscotti alla cannella

Ingredienti
200 gr di farina tipo 00
2 gr di cannella in polvere
1 pizzico di bicarbonato
1 pizzico di sale
120 gr di zucchero di canna
75 ml di olio di semi di girasole

Procedimento
In una ciotola amalgamate tutti gli ingredienti secchi, versate l’olio di semi e iniziate a impastare affinché non avrete ottenuto un impasto sodo e omogeneo. In seguito stendete l’impasto e con alcune formine di Natale ricavate i biscotti. Fateli cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per circa 10 minuti.

Biscotti vegan cookie
Ingredienti
200 gr di farina tipo 00
10 gr di lievito
1 pizzico di cannella in polvere
1 cucchiaino di caffè
1 pizzico di sale
50 gr di cioccolato a scaglie senza latte
100 gr di zucchero di canna
60 ml di olio di semi di girasole
2 gr estratto di vaniglia

Procedimento
In una ciotola mescolate la farina, il lievito, cannella, un cucchiaino di caffè, sale e le scaglie di cioccolato. Nell’altra ciotola unite lo zucchero all’olio di semi di girasole e all’estratto di vaniglia e amalgamante bene.
Unite i due composti ottenuti e fate delle palline della forma dell’originale biscotto cookie. A questo punto non resta che infornali a 180C° per 10 minuti.


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Imparare a far germogliare i semi

tratto da il cucchiaio verde

Le proprietà bionutrizionali dei germogli sono tali che vengono considerati alla stregua di un vero e proprio alimento terapeutico.

Si prestano ad essere consumati crudi, sono ricchi di principi quali enzimi, oligoelementi, vitamine, aminoacidi essenziali, sono facili da digerire, privi di scarti, gustosi.

la germinazione non è che l’attivazione e la rivitalizzazione del germe, o embrione. Durante questa fase, che è poco appariscente, nel senso che il piccolissimo germoglio ancora non esce dal seme, avvengono profonde modificazioni nella struttura del chicco e nella sua composizione biochimica: in conseguenza di complesse azioni enzimatiche, le sostanze di riserva del tessuto nutritivo vengono mobilizzate e assorbite dall’embrione, si che esso comincia a crescere fuori dal guscio trasformandosi e dando corpo ad una “pianta germinativa” (germoglio), che può essere considerata l’alimento più vivo che si possa immaginare, quello che più di ogni altro rende omaggio alla massima che governa ogni sano regime alimentare secondo cui ” la vita si alimenta con la vita”.

Quali semi far germogliare 

Quasi tutti, non c’è che l’imbarazzo della scelta. I più indicati e sperimentati sono:

  • frumento
  • soia verde (mung)
  • soia rossa (azuki)
  • erba medica
  • alfaalfa
  • miglio
  • ceci
  • crescione
  • fagiolo
  • fieno greco
  • grano saraceno
  • lenticchie
  • senape
  • zucca
  • riso
  • avena
  • sedano
  • fava
  • segale
  • ravanello
  • girasole
  • anice
  • finocchio
  • cumino
  • mais
  • piselli
  • carvi
  • cocomero
  • melone

Per ceci e soia ci vorrà una cura maggiore  nei primi giorni di germinazione (risciacquarli 3/4 volte a giorno).

Evitare di consumare semi germogliati delle solonacee in quanto contengono sostanze velenose, per esempio i germogli del pomodoro contengono dosi non trascurabili di di un alcaloide tossico detto licopersicina e i germogli delle patate contengono l’alcaloide solanina, sempre tossico.

Materiale occorrente 

1- Seme di uno o più tipi nella quantità desiderata. Preferibile acquistare semi provenienti da coltivazioni biologiche o biodinamiche che non abbiano subito trattamenti chimici di conservazione.

2- Un contenitore a scelta (barattolo, vaso di vetro, bottiglia di vetro a collo largo, vaso di coccio non verniciato o verniciato con sostanze atossiche, pirofila, piatto fondo, scolapasta in acciaio inox. Evitare contenitori in plastica o metallo (ferro, alluminio, rame). Ancora meglio utilizzare il germinatore (scegli qui il tuo germogliatore leggendo le esperienze degli altri)

3- Tovagliolo di tela bianca a trama larga o garza a trama sottile.

4- Un colino e un elastico

Regole basi per ottenere i germogli

Fai un test di germogliazione: i semi impiegati per ottenere i germogli devon avere un alto tasso di germogliazione non inferiore al 97-98%, vale a dire che almeno 97-98 semi su 100 devono germogliare.

Prova cosi: metti a bagno per 24 ore 100 semi, disponili in un recipiente sopra uno strato di ovatta inumidita, copri l’imboccatura del recipiente con un telo o una garza fermata da un elastico, per permettere la circolazione dell’aria, mantieni tutto al buoi a media temperatura di 15/25 gradi centigradi.

 Metodo di germogliazione

  • Disponi su un piatto la quantità di semi che intendi far germogliare e scarta quelli rotti, bucati o ammaccati. metti i semi in buone condizioni in un colino e sciacquali abbondantemente sotto un getto di acqua tiepida, in modo da eliminare polvere e impurità.
  • Disponi i semi sul fondo largo di un barattolo, o di un vaso di vetro: l’ampiezza del contenitore dev’essere sufficientemente grande da permettere all’aria di circolare e ai semi di aumentare di 3-4 volte e più il loro volume.
  • Metti il contenitore sotto il rubinetto e fai scorrere dolcemente l’acqua lasciando che fuoriesca per almeno 1 minuto, così che i semi bucati o alterati vengano eliminati mentre i semi integri rimangano sul fondo. Lascia quindi una quantità d’acqua tale da sovrastare di 4-5 dita lo strato di semi, chiudete il recipiente con un tessuto bianco a trama larga o con della garza e fermatelo con un elastico.
  • A questo punto metti il recipiente al buio a temperatura media di 15/25 gradi e lascialo per 6/12 ore. il tempo di messa a bagno della temperatura varia a seconda del tipo e della temperatura: più il seme è grosso, più lungo sarà il tempo dell’ammollo. Per i semi di grano, erba medica , fieno greco, etc. . .sono sufficienti 6 ore mentre ne occorrono 10/12 per fagioli, soia, etc. . .inoltre tieni presente che più fa caldo e prima il seme germoglierà. Grano saraceno e soia germogliano con più calore, mentre l’erba medica si comporta in modo opposto.
  • Trascorso l’intervallo di tempo necessario della messa a bagno, inclina o capovolgi il vaso in modo che scoli attraverso la tela tutta l’acqua di macerazione, sciacqua quindi i semi con altra acqua tiepida.
  • Per sciacquarli procedi cosi: metti l’imboccatura del vaso su cui è fissato il telo a trama larga, sotto il getto dell’acqua del rubinetto e poi capovolgi il vaso per scolare via, con cura, tutta l’acqua. I semi dovranno essere costantemente umidi ma non in ammollo. Non togliere mai la tela che copre il contenitore.
  • Sciacqua i semi almeno 2 volte al giorno mattina e sera per i primi 2/3 giorni poi passa ad una sola volta ad eccezione ci ceci e soia, dopo ogni risciacquo riponi il vaso al buio vai avanti cosi finchè i germogli non avranno ragginunto i 3/4 cm di altezza. Prima di consumarli esponili alla luce naturale per 7/8 ore di modo tale che vengano arricchiti di clorofilla. Vedrai quindi piccole foglioline verdi.
  • I germogli che non consumi subito potrai conservarli in frigorifero per una settimana circa.

Scegli il tuo germogliatore 

 

 

 

 


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Piano alimentare per alimentazione sana, equilibrata, consapevole e dimagrante

Programma Alimentare Vegetariano non personalizzato
calcolato su un importo di circa 1200/1300 calorie giornaliere. Ideale per seguire un’alimentazione sana, equilibrata, consapevole e dimagrante.

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Foto

E’ posizione dell’American Dietetic Association che le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti.

Un’alimentazione 100% vegetale ci protegge dalle malattie degenerative, la principale causa di morte nei paesi industrializzati: l’aterosclerosi, il sovrappeso-obesità, il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa, il cancro, l’osteoporosi.
L’aterosclerosi è responsabile di infarto cardiaco e ictus cerebrale. Con una dieta appropriata si può non solo prevenirla, ma anche ottenerne l’arresto e la regressione.
Anche per il diabete di tipo 2 (il più diffuso) una dieta basata sui cibi vegetale è un fattore estremamente importante per la prevenzione e la cura, e lo stesso vale per il controllo delle pressione arteriosa. 
Le Linee Guida per la prevenzione dei tumori raccomandano di consumare molti cibi vegetali: un terzo dei tumori (ma per alcuni tipi si arriva anche al 50%) sarebbero provocati dall’alimentazione.

Chi è in sovrappeso, rischia dai 10 ai 20 anni di vita, una vita che comunque sarà costellata dalle altre gravi malattie di cui si parla in questa pagina e le invalidanti malattie da “sovraccarico” dell’apparato locomotore. L’obesità è stata definita la seconda causa di “morte evitabile”, dopo il fumo. Per tenere sotto controllo il peso bisogna fare attenzione a quel che si introduce e a quel che si consuma, e bisogna imparare a saziarsi senza assumere più calorie del necessario. E questo è facilmente realizzabile scegliendo cibi vegetali naturali, che racchiudono poche calorie in grandi volumi, ed evitando la sedentarietà.

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Perchè è prevista una donazione? Per sostenere i costi di chi collabora con Consapevolezza Alimentare, grazie!

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Una prospettiva buddista del vegetarismo di Lin Ching Shywan

di Lin Ching Shywan
Da Vegetarian Cooking — Chinese Style, 1995

Perché i buddisti sono a favore del vegetarismo?

La ragione principale è la “compassione”, e il fatto che “non possiamo sopportare di mangiare la carne di creature viventi”.

Noi crediamo nel concetto di karma, in base al quale dobbiamo affrontare le conseguenze delle nostre azioni malvagie. Un sutra buddista recita: “Il bodhisattva teme la causa primaria; le miriadi di creature viventi temono le conseguenze.”.

Questo significa che il bodhisattva conosce la severità delle conseguenze e non commette azioni malvagie; non pensa neanche alle cause degli effetti negativi.

La “compassione” è uno strumento importante per imparare ad essere persone migliori; mancare di compassione è incompatibile con l’essere buddisti. Un cuore compassionevole e misericordioso si manifesta in tutti gli aspetti della nostra vita; ma il modo più semplice e diretto è quello di seguire una dieta vegetariana.

Pensate all’intenso dolore che proviamo quando ci pestiamo accidentalmente un’unghia. Come è quindi possibile avere la forza di mangiare la carne di creature che sono state macellate, scuoiate, smembrate e cucinate?

Essere incapaci di mangiare la carne di queste povere creature è una manifestazione di compassione.

Il dolore che le altre creature provano fino a quando arrivano sulla nostra tavola non è una macchinazione immaginaria; è atrocemente reale. Facciamo l’esempio dei gamberetti e dei granchi cucinati ancora vivi, così popolari al giorno d’oggi. Cuocerli nell’acqua è come gettarli in un inferno bollente. I loro sforzi disperati – ma fatalmente inutili – di trascinarsi o saltare fuori tradiscono l’insostenibile dolore che essi provano; alla fine, quando diventano di un rosso vivo, abbandonano penosamente la vita. Che fine dolorosa!

Le rane sperimentano ancora più sofferenza dei gamberetti e dei granchi. Dal primo momento in cui si comincia a prepararle a quando vengono inghiottite passano attraverso l’equivalente di otto inferni differenti: 1. Vengono decapitate; 2. Vengono scuoiate; 3. Vengono tagliate le zampe; 4. Viene tagliato loro il ventre; 5. Vengono fritte o bollite; 6. Vengono aggiunti sale, zucchero e condimenti; 7. Vengono masticate; 8. Vengono digerite ed espulse dall’organismo. Nessuno, immaginando di essere al posto di una rana, avrebbe più la forza di mangiarne ancora.

Tra le varie sofferenze che la razza umana può sperimentare, la più intensa è certamente la guerra. I documentari sul massacro di Nanking (Nanchino) e sull’olocausto nazista lasciano indifferenti e senza lacrime ben poche persone – i più sono percorsi da indignazione. Ma gli uomini trascorrono anni e decenni senza guerre, mentre gli animali affrontano tutti i giorni sofferenze e morte. Per coloro che mangiano carne, ogni pasto rappresenta la morte di centinaia e migliaia di animali. Questo è forse diverso da una guerra?

Impedire la sofferenza di creature viventi non cibandoci della loro carne per soddisfare le nostre papille gustative e il nostro appetito è la minima espressione di compassione che possiamo manifestare. La bontà ci porta a scegliere di non uccidere, e la compassione a scegliere di non mangiare.

Provo un’intensa commozione nel leggere due storie legate al tema della compassione; rimarranno per sempre incise nella mia memoria. Una è riportata nel libro “Testimonianza della protezione della vita”:

Uno scolaro di nome Chou Yu stava cucinando delle anguille per mangiarle, e notò che una di queste si piegava in modo da rimanere con la testa e la coda immerse nel liquido bollente e tenere il corpo proteso in fuori; soltanto quando morì si lasciò cadere completamente nell’acqua. Chou Yu, trovando questo fatto alquanto singolare, tirò fuori dalla pentola l’anguilla e la tagliò per aprirla. Al suo interno trovò migliaia di uova; l’anguilla aveva incurvato il suo ventre tenendolo fuori dalla zuppa bollente per proteggere le sue creature. Nel vedere ciò Chou Yu pianse, singhiozzò emozionato e giurò di non mangiare più anguille.

Questa storia ci dimostra che le miriadi di creature viventi non sono prive di sentimenti e intelligenza.

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