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La rivoluzione vegetariana inizia da Torino?

Il consumo globale di carne è aumentato di 5 volte, passando da 45 milioni di tonnellate all’anno nel 1950 a 233 milioni di tonnellate all’anno nel 2000, e la FAO ha stimato che entro il 2050 si arriverà a 465 milioni di tonnellate.

E’ bene precisare che il settore zootecnico è uno dei principali responsabili della produzione di gas serra. L’allevamento di animali genera, secondo la Fao, il 18% delle emissioni totali di gas serra nell’atmosfera.

Una percentuale molto alta se paragonata alle emissioni dovute ai trasporti, responsabili del 13% delle emissioni, e alla produzione di energia, responsabile del 26%.

Secondo il World Watch Institute, invece, l’incidenza dell’allevamento è addirittura del 51%, perché occorre tenere conto nelle valutazioni dell’ossigeno necessario agli animali per vivere, del mancato impiego del terreno per produrre cibo per gli esseri umani o per ospitare le foreste.

Il calcolo del WWI tiene conto anche dell’energia usata per cucinare la carne, per la produzione, la distribuzione e il packaging dei prodotti di origine animale e dell’energia necessaria per produrre medicinali veterinari.

In termini di impronta idrica, si calcola che in un allevamento convenzionale siano necessari circa 15.500 litri di acqua per ottenere un chilo di carne di manzo (calcolando quanta ne serve per allevare gli animali e irrigare i campi in cui si coltivano i mangimi), 3920 per un chilo di pollo.

Circa 3,5 miliardi di ettari di terra (ossia il 70% della terra coltivabile del pianeta) sono destinati alla produzione animale.

Di questi, 470 milioni sono riservati alla coltivazione di cereali e leguminose per la produzione di mangimi.

L’allevamento del bestiame, insieme all’industria del legname, è una delle cause principali della deforestazione nella regione amazzonica.

Notizia di questi giorni che rende felice in particolar modo vegetariani e vegani, è la promozione della dieta vegana e vegetariana sul territorio comunale di Torino.

La giunta Appendino difatti ha ritenuto fosse di particolare rilevanza promuovere una cultura ambientale che sostenga «stili vita più sostenibili in modo diretto», e la «diminuzione del consumo del suolo».

D’altra parte il rapporto con l’alimentazione è  intimamente connesso con l’ambiente.

In europa molte città hanno già da tempo abbracciato questa nuova consapevolezza. Berlino ad esempio è considerata una tra le città più sensibili al mondo al vegetarianesimo e al veganesimo.

L’Italia con il suo sapere culinario, con la sua consapevolezza contadina, con le sue eccellenze regionali, potrebbe promuovere il cambiamento se solo non lo temesse così tanto, e porsi come avanguardia educativa ed innovativa.

 

 


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Glutammato monosodico? No grazie!

Quando parliamo di  glutammato monosodico devi sapere che stiamo parlando di un additivo alimentare utilizzato a livello industriale per insaporire i cibi confezionati come dadi da brodo, vegetali o di carne, minestre in busta, conserve vegetali,salse, preparati per salse, paste con ripieno, insaccati, prodotti per l’infanzia, snack.

Prima di utilizzare un comunissimo e all’apparenza innocuo dado da brodo, devi tenere presente i pareri di ricerche e studi completamente sfavorevoli al suo utilizzo in cucina, in quanto il glutammato monosodico utilizzato dall’industria alimentare non è  per nulla naturale, ed alcuni soggetti possono riscontrare allergie o sensibilità a questo additivo. Inoltre da alcune ipotesi potrebbe persino contribuire all’obesità.

Come sempre è buona norma leggere l’etichette prima di effettuarne l’acquisto.

Se lo vuoi evitare, fai attenzione alla dicitura “glutammato monosodico” o alla sigla E621.

Sei sei un soggetto sensibile al glutammato monosodico, potresti riscontrare dopo la sua assunzione sintomi come: come tachicardia, nausea, emicrania, dolore alla testa, sensazione di tensione nella parte alta del corpo.

Il glutammato monosodico è pertanto ritenuto un additivo sospetto, inutile, ingannevole,e non ha alcuna utilità nutrizionale.

Viene utilizzato nell’industria esclusibvamente perchè costa meno rispetto l’utilizzo di altre materie prime come aromi naturali.

Le alternative sono ovviamente tutti i prodotti che non lo contengono, meglio ancora l’uso di erbe, spezie, pepe, peperoncino, curry, semi aromatici, olio aromatizzato, gomasio (un condimento a base di sesamo e sale marino integrale).

Vuoi autoprodurre il dado vegetale? Guarda questo video

Altrimenti acquista un dado vegetale naturale, io personalmente utilizzo da un paio di anni  Il Nutrimento Brodo vegetale senza lievito commercializzato da probios lo trovo molto buono e data la sua sapidità accesa consiglio di utilizzarne un cucchiaino da caffè se fai il brodo, e mezzo cucchiaino scarso se vuoi aromatizzare i cibi.

 

 

 


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Mangia con i colori del benessere

La frutta e la verdura sono alla base di una dieta sana e varia.

Il loro prezioso contenuto in acqua, vitamine, minerali, fibre e sostanze colorate protettive garantisce al nostro organismo un pieno di vitalità e salute, rinforza le difese e riduce il rischio di obesità, diabete, tumori e malattie cardiovascolari. Frutta e verdura, grazie all’elevato apporto di fibra, regolarizzano il transito intestinale e conferiscono un senso di sazietà, limitando il consumo di cibo. Alcune fibre, inoltre, contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e ridurre il rischio di ipertensione.

Blu viola

melanzane, radicchio, fichi, frutti di bosco (lamponi, mirtilli, more, ribes), susine, uva nera contengono antocianine, carotenoidi, vitamina C, potassio e magnesio.

Verde

asparagi, agretti, basilico, bieta, broccoli, cavoli, carciofi, cetrioli, cicoria, lattuga, rucola, prezzemolo, spinaci, zucchine, uva bianca, kiwi contengono clorofilla, carotenoidi, magnesio, vitamina C, acido folico e luteina.

Bianco

aglio, cavolfiore, cipolla, finocchio, funghi, mele, pere, porri, sedano contengono polifenoli, flavonoidi, composti solforati nella cipolla e nell’aglio, potassio,  vitamina C, selenio.

Rosso

pomodori, rape, ravanelli, peperoni, barbabietole, anguria, arance rosse, ciliegie, fragole contengono licopene e antocianine.

Giallo

arance, limoni, mandarini, pompelmi, melone, loti, albicocche, pesche, nespole, carote, peperoni, zucca, mais contengono flavonoidi, carotenoidi e vitamina C.

Come puoi variare?

Scegli 5 porzioni al giorno, di colore diverso. Ogni colore corrisponde a sostanze specifiche ad azione protettiva, per cui solo variando potrai coprire tutti i fabbisogni dell’organismo.

A cosa corrisponde una porzione?

• un frutto medio

• un piatto di insalata

• un piatto di verdure cotte o crude

• una coppetta di macedonia

• un bicchiere di succo di frutta.

Mangiare frutta e verdura fresche e di tutti i colori ti aiuta a combattere i radicali liberi, molecole nocive che ogni giorno attaccano le nostre cellule e che sono responsabili delle malattie degenerative e dei processi di invecchiamento cellulare.


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Nordic walking-camminata nordica

Perchè il nordic walking? Cos’è, e a cosa è utile?

Arrivato in Italia un paio di anni fa nelle zone dolomitiche dove veniva offerto ai vacanzieri tedeschi ed austriaci, il Nordic Walking è uno sport alla portata di tutti, si tratta di una camminata naturale a cui viene aggiunto l’utilizzo dei bastoncini non come semplice appoggio ma, attraverso l’azione di spinta svolta dalle braccia, come strumenti funzionali alla progressione.

L’utilizzo dei bastoncini nel Nordic Walking non è finalizzato ad andare più veloci o a fare meno fatica ma è stato studiato per permettere di coinvolgere la maggior parte della muscolatura, sia degli arti superiori che di quelli inferiori, ottenendo così una serie di benefici per il corpo e per la mente.

Il Nordic Walking  si può praticare in montagna, in collina, in città, sulla spiaggia, nei parchi; è sufficiente che ci sia un terreno poco accidentato e con pendenze non troppo forti.

I benefici

Per poter trarre i maggiori benefici dall’attività del Nordic Walking è fondamentale l’utilizzo degli appositi bastoncini e una corretta tecnica di utilizzo.

Nordic Walking

I benefici di questa attività sono molteplici:

  • Coinvolgendo anche la muscolatura della parte superiore del corpo ha un consumo energetico superiore del 20 – 30% rispetto al walking senza bastoncini.
  • Nel Nordic Walking si verifica un allenamento completo per tutto il corpo, viene coinvolta circa il 90 % di tutta la muscolatura.
  • Rassoda la muscolatura delle spalle, dei pettorali e dei dorsali oltre a alla muscolatura delle cosce, glutei, addominali e dorsali.
  • Aiuta a migliorare la mobilizzazione della colonna vertebrale e grazie all’uso dei bastoncini, vi è un alleggerimento del carico su articolazioni, schiena e ginocchia che normalmente si ha con la corsa.
  • Migliora la capacità aerobica anche se eseguito a bassa velocità. La pratica e l’allenamento costante portano a un miglioramento funzionale delle capacità dell’apparato cardio-circolatorio e respiratorio.
  • Grandi sono anche i benefici a livello psicologico. Si tratta di un’attività rilassante che ben si presta a scaricare le tensioni e gli stress che spesso caratterizzano la vita della nostra società.
  • Il Nordic Walking è anche un occasione per socializzare e praticare sport in compagnia.

 


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Prodotti chimici presenti in modo occulto nei cibi

Nell’articolo precedente Cosa c’è negli alimenti? Sei sicuro di saperlo?” ti ho fornito una lista di tutti gli additivi dichiarati presenti nei cibi industriali, in questo articolo invece ti fornirò una lista di prodotti chimici che finisco nei cibi in modo occulto.

Cosa c’è quindi negli alimenti che mangiamo? Oltre ai carboidrati, le vitamine, le proteine, i grassi, gli enzimi, l’acqua, i minerali, fibre (tutti componenti naturali).

Per diverse ragioni nei nostri piatti finiscono una serie di prodotti chimici in modo:

Prodotti chimici presenti in modo occulto

  • residui di inquinanti dei processi di lavorazione (solventi, reagenti)
  • residui di farmaci per cure veterinarie (antibiotici, antifiammatori, psicofarmaci)
  • residui anticrittogamici dell’agricoltura (per proteggere le piante dall’attacco di insetti)
  • residui di antiparassitari e pesticidi in genere (per contrastare l’azione di micrororganismi patogeni per le piante.
  • residui di diserbanti ( per eliminare chimicamente le “erbacce” che poi in genere sono piante medicinali)
  • residui di materiale da imballaggio (plastica, colle, carta, pvc, gas d’imballaggio diversi nell’aria)
  • Prodotti chimici usati illegalmente ( ormoni, anabolizzanti sintetici, farmaci e fertilizzanti vietati)
  • Prodotti chimici usati legalmente ma senza obbligo di dichiarazione in etichetta ( gas d’imballaggio)

I residui di vari prodotti chimici sono quelli che non dovrebbero esserci ( e di solito non ci sono) nei prodotti biologici ( a parte quelli da imballaggio). Questi residui sono invece presenti con certezza nei prodotti convenzionali.

Nel prossimo articolo seguiranno I PRODOTTI CHIMICI CHE SI AGGIUNGONO IN MODO INDIRETTO

tratto da mangiar sano e naturale con alimenti vegetali ed integrali

 


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Cosa c’è negli alimenti? Sei sicuro di saperlo?

Ti sarà sicuramente capitato di parlare almeno una volta nella vita con qualche persona più anziana di te, che ti avrà raccontato che i cibi di una volta erano genuini, più naturali e gustosi.

Se ti è successo come in genere capita, sappi chè si tratta di un’affermazione assolutamente vera e sensata.

Il cibo non è più come una volta, non è più naturale e nemmeno gustoso.

Ad eccezione di alcune filiere biologiche e del cibo auto-prodotto senza l’ausilio di prodotti chimici.

Cosa c’è quindi negli alimenti che mangiamo? Oltre ai carboidrati, le vitamine, le proteine, i grassi, gli enzimi, l’acqua, i minerali, fibre (tutti componenti naturali).

Per diverse ragioni nei nostri piatti finiscono una serie di prodotti chimici in modo:

  • Dichiarato (basta leggere le etichette)
  • Occulto (nascosto, non dichiarato)
  • Indiretto ( inquinamento ambientale)

La legge consente un uso moderato di additivi a patto che non minaccino la salute dei consumatori.

Ma quali sono questi limiti? A meno che tu non vada a leggere le direttive comunitarie o ministeriali (spesso comprensibili solo agli addetti ai lavori), non lo saprai mai.

Perchè in etichetta non vengono date le informazioni complete?

Molti additivi sono stati testati su animali, altri sono di derivazione OGM, moltissimi possono dare reazioni allergiche anche in piccole dosi in soggetti particolarmente sensibili.

C’è da chiedersi anche quali siano stati i criteri scientifici utilizzati per dichiarare un additivo inoffensivo (entro certe dosi).

Esistono poi sostanze che finiscono nei cibi causa frode commerciale o sanitaria, un fenomeno fuori controllo nonostante l’impegno dei NAS.

Ti basti pensare al pane cotto nei forni abusivi gestiti dalla camorra, dove si utilizza legname ricavato dalle bare dissotterrate nei cimiteri oppure quello di risulta di porte e infissi verniciati contenenti sostanze altamente tossiche.

Oppure ti basti pensare al vino ai fertilizzanti o al latte alla melanina, tutti pessimi esempi di cosa può produrre la mancanza di etica e il degrado sociale.

Di seguito potrai leggere la classificazione degli additivi dichiarati presenti nei cibi.

CLASSIFICAZIONE GENERALE DEGLI ADDITIVI

  • COLORANTI E100-E199
  • CONSERVANTI E200-E299
  • ANTIOSSIDANTI E300-E322
  • CORRETTORI DI ACIDITA’ E325-E399
  • ADDENSANTI E STABILIZZANTI E400-E418
  • EMULSIONANTI E419-495
  • ANTIAGGLOMERANTI E ALTRI CORRETTORI DI ACIDITA’ E500-E599
  • ESALTATORI DI SAPIDITA’ E600-E699
  • EDULCORABTI E950-E969+E420+E421
  • VARI E900-E999
  • ALTRI PRODOTTI E1000-E1999
  • AROMATIZZANTI aromi, aromi naturali

Più nel dettaglio: 

Gli acidificanti e i correttori di acidità vengono utilizzati per dare al cibo un sapore acidulo o aspro, per controllare acidità e alcalinità di un prodotto (ph.)

Gli addensanti aumentano invece la viscosità, la cremosità, la spalmabilità e aiutano a tenere insieme.

Gli agenti lievitanti aumentano il volume di un impasto come nel caso di pizza, dolci e pane attraverso lo sprigionamento di gas.

Gli agenti di carica danno corpo e volume senza aumentare o diminuire il valore energetico degli alimenti.

Gli agenti di rivestimento si applicano sulla superficie esterna per conferire un aspetto brillante (caramelle, compresse, cera utilizzata per lucidare le mele).

Gli amidi modificati ovvero gli amidi alimentari vengono modificati con trattamenti enzimatici, chimici o fisici (per esempio possono essere sbiancati).

Gli antiagglomeranti evitano la formazione di grumi.

Gli antifermantativi bloccano chimicamente i processi di fermentazione.

Gli Antimuffa evitano la formazione di muffe.

Gli Antiossidanti evitano lo inscurimento di cibi come mele e carciofi una volta tagliati e entrati in contatto con l’aria.

Gli antiputrefattivi sono conservati chimici che impediscono i processi di putrefazzione.

Gli antischiumogeni impediscono o riducono la formazione di schiuma dovuta a tensioattivi naturali presenti negli alimenti (legumi cotti, verdure cotte…).

Gli aromatizzanti per conferire aroma o gusto al cibo.

I coloranti per migliorare l’aspetto esteriore e quindi la commerciabilità di un prodotto.

I conservanti (molecole chimiche) rallentano il processo di deterioramento del cibo.

Gli edulcoranti conferiscono sapore dolce, in genere si tratta di zuccheri di sintesi come la saccarina, l’aspartame (E951), l’acesulfame (E950), utilizzati molto nei prodotti dietetici.

Gli emulsionanti sono sostanze chimiche che consentono il mantenimento nel tempo di una miscela fra componenti che per natura non starebbero bene insieme (olio,acqua).

Gli enzimi sono additivi utilizzati per intenerire le carni ed estrarre aromi, (non hanno obbligo di essere indicati in etichetta).

Gli esaltatori di sapidità servono a esaltare il sapore o a mascherare il saporaccio di alcuni cibi come ad esempio i cibi in scatola.

I gas propulsori o propellenti servono ad espellere un prodotto alimentare da un contenitore (panna montata spray).

I sali di fusione sono addensanti e emulsionati fondono e miscelano chimicamente le proteine contenute nei formaggi, realizzando una distribuzione omogenea dei grassi.

Gli stabilizzanti rendono possibile il mantenimento dello stato fisico-chimico di un prodotto alimentare, inclusa la sua colorazione.

Gli umidificanti trattengono l’acqua e l’umidità impedendo l’essiccazione degli alimenti.

Se sei rimasto basito dalla quantità di additivi presenti nei cibi che mangi, sappi che a questo elenco mancano ancora  i prodotti chimici presenti in modo occulto, che potrai leggere nel prossimo articolo.

tratto da Mangiar Sano e Naturale

 

 

 


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La consapevolezza alimentare è dentro di noi, ricette per volersi bene

La consapevolezza alimentare è dentro di noi, devi cercarla e saperla ascoltare se intendi attivare un processo reale di cambiamento.

Devi percepire dentro te stesso quel desiderio di benessere che da tempo tenta di emergere e che costantemente viene represso da una condizione psicologica conformista.

Quando consumi vari tipi di alimenti vegetali, ottieni tutte le proteine di cui si ha bisogno. Inoltre le proteine che ne ricavi sono decisamente più sane.

Uno stile di vita vegetariano o veganic ristabilirà immediatamente i tuoi livelli energetici e contribuirà ad uno stato di salute migliore.

Perchè vuoi abbandonare le tue vecchie abitudini alimentari?

Perchè vuoi partecipare ad un cambiamento radicale che sta cavalcando i tempi a tambur battente?

Perchè vuoi finalmente capire cosa avviene realmente nel modo del cibo industrializzato?

Perchè non accetti più l’umiliazione, lo sfruttamento, le sofferenze e la morte degli animali considerati commestibili?

Perchè vuoi riprendere in mano la tua salute psicofisica?

Perchè vuoi avvicinarti ad un’alimentazione naturale e consapevole?

Lo vuoi, perchè sai che è GIUSTO, ed ormai è una verità innegabile!

Conosci tutti i benefici delle fibre alimentari?

«i cibi integrali che contengono fibre dietetiche nelle loro molteplici forme complesse sono davvero correlati a un’incidenza inferiore di cancro al colon, a valori più bassi di colesterolo e a più bassi livelli di estrogeno, un ormone che induce il cancro al seno». T. Colin Campbell 

Di seguito qualche ricetta estratta dal libro The China Study, Ricette a 5 stelle che ovviamente ti invito a leggere, potrebbe rivelarsi un manuale estremamente interessante. Ti aiuterà a conoscere e realizzare nella vita quotidiana la cucina vegetale.

Insalata di quinoa con uva sultanina e pistacchi

Ingredienti per 16 porzioni

  • 1 confezione da 500 g di quinoa, cotta e raffreddata
  • 250 ml di succo di lime e scorzetta (ricavati da circa 8 lime)
  • 50 g di scalogno, tritato finemente
  • 60 g di prezzemolo, tritato finemente
  • 60 g di menta, tritata finemente
  • 240 g di uva sultanina
  • 240 g di pistacchi crudi
  • 100 g di chicchi di melagrana (facoltativi, se di stagione)

Procedimento

Cuocete la quinoa in base alle istruzioni sulla confezione.

Mettete in un’insalatiera grande e fate raffreddare.

Spremete i lime, grattugiatene la scorzetta e versate sulla quinoa.

Aggiungete gli altri ingredienti e mescolate bene.

Fate raffreddare in frigorifero prima di servire.

 

PAGNOTTA VARIEGATA ALLE MELE

PER 1 PAGNOTTA RICETTA DI DREENA BURTON

Un pane facile e veloce dall’aspetto appetitoso grazie all’effetto “strudel” di mela e cannella. Anche la fragranza che sprigiona durante la cottura in forno è divina.

PER IL COMPOSTO A BASE DI MELE

120 g di mele sbucciate e tagliate a dadini

1 cucchiaino di succo di limone fresco

60 ml di salsa di mele non dolcificata

3 cucchiai di zucchero di cocco o altri zuccheri non raffinati

1 cucchiaino di cannella in polvere

1 pizzico di pepe della Giamaica in polvere

 

PER L’IMPASTO

180 g di farina integrale per dolci (o di farina di farro integrale per un’opzione senza frumento)

50 g di farina di avena

1½ cucchiaino di lievito in polvere

½ cucchiaino di bicarbonato di sodio

½ cucchiaino di cannella in polvere

1 pizzico di sale marino

180 ml di latte vegetale

125 ml di sciroppo d’acero

1½ cucchiaino di estratto di vaniglia

1 cucchiaino di succo di limone fresco o di aceto di sidro di mele

1. Preriscaldate il forno a 180 °C e preparate lo stampo: con un pezzo di carta da cucina spalmate qualche goccia di olio in uno stampo per pane in cassetta in pyrex da 12 x 22 cm e poi foderatelo con una striscia di carta da forno (oppure usate uno stampo di silicone).

2. Mettete in una scodella le mele con il succo di limone, e poi aggiungete la salsa di mele, lo zucchero, la cannella e il pepe. Mescolate e mettete da parte.

3. Versate in una terrina gli ingredienti secchi dell’impasto e setacciatevi il lievito e il bicarbonato. Mescolate bene.

4. In una ciotola versate latte, sciroppo d’acero, vaniglia e succo di limone. Mescolate ingredienti liquidi e secchi non più del tempo necessario ad amalgamare bene il tutto.

5. Aggiungete all’impasto circa tre quarti del composto a base di mele e usando un cucchiaio o un coltello incorporatelo delicatamente all’impasto con un movimento circolare, o ripiegando uno strato sull’altro. Non è un problema se qualche punto resta più farcito: è così che si crea l’effetto “strudel”.

6. Trasferite l’impasto nello stampo e versate il composto a base di mele sulla superficie.

7. Cuocete al forno per 35-45 minuti finché la crosta sarà dorata e uno stecchino o spiedino inseriti al centro della pagnotta ne usciranno puliti. Estraete dal forno, mantenete nello stampo e trasferite sulla griglia fino a quando la pagnotta sarà completamente raffreddata. Poi estraetela e tagliatela a fette.