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Ritenzione idrica e stanchezza nei vegetariani

Buona parte delle donne soffre di ritenzione idrica, a causa di fattori ormonali, di alimentazione errata, di stile di vita sedentario, a causa del fumo e dell’alcol.

E’ noto che l’alimentazione vegetariana, essendo ricca di frutta e verdura, depura l’organismo e agevola il funzionamento di alcune parti dell’organismo, inoltre vegetariani e vegani generalmente prestano più attenzione a uno stile di vita sano.

Nonostante ciò anche le donne vegetariane posso accusare problemi di ritenzione idrica, vediamo i motivi:

1.Poco movimento 

2. Stress

3.Disturbi del sonno o poche ore di riposo

4. Consumo eccessivo di carboidrati

5. Errato bilanciamento tra vitamine e minerali importanti 

6. Eccesso utilizzo di sale in cucina

Cosa fare quindi per rimediare alla ritenzione idrica?

Riduci i carboidrati raffinati, i dolci e alcool, i latticini, la farina bianca, i grassi saturi.

Limita l’assunzione di sale (preferire il sale marino non raffinato), i prodotti da forno lievitati, i dadi da cucina, le creme e passati di verdura preconfezionati, cibi surgelati, salse varie (inclusa la salsa di soia), le verdure sott’olio o sottaceto, olive, formaggi stagionati (pecorino, provolone, taleggio).

Leggi sempre l’etichetta dei prodotti che consumi.

Integra quotidianamente agrumi, kiwi, ananas, fragole e ciliegie, melograno e papaia; e tra la verdura, come ad esempio spinaci, broccoli, lattuga, carciofo,cicoria, indivia, cavoli e cavolfiori, pomodori e peperoni.

Depura il fegato con verdure dal gusto amaro (cicoria, cime di rapa, radicchio, indivia belga) e alimenti con un diretto tropismo epatico: carciofi e ortica. E’ consigliabile aumentare il consumo dei frutti di bosco come il mirtillo per migliorare la circolazione.

Usa sempre olio extra vergine d’oliva.

Prova i rimedi fitoterapici 

Le foglie e la corteccia di amamelide (Hamamelis Virginiana) sono utilizzate nei disturbi del sistema circolatorio, dove sia necessaria un’azione astringente; mentre le foglie di centella (Centella asiatica), rinforzando ed elasticizzando le pareti dei vasi sanguigni, favoriscono la corretta circolazione periferica, quindi sono indicate per ridurre la permeabilità capillare e l’edema sottocutaneo.

Il gambo d’ananas (Ananas sativus) è largamente impiegato per migliorare la circolazione sanguigna e linfatica perché riduce la vasodilatazione e l’eccessiva permeabilità dei capillari, attenuando le infiammazioni o i dolori localizzati; invece ilmeliloto: (Melilotus officinalis) è usato nel trattamento dell’insufficienza venosa e linfatica, in presenza di edemi e gonfiori agli arti inferiori, ritenzione idrica, gambe pesanti e cellulite.

Infine tra le piante che stimolano la diuresi e il sistema linfatico favorendo l’eliminazione dei liquidi in eccesso, troviamo le foglie di betulla (Betula Pendula).

I peduncoli di ciliegio sono tra i rimedi fitoterapici infallibili per curare la ritenzione idrica.

 

RIMEDI CONTRO LA STANCHEZZA

Se segui un’alimentazione vegetariana o completamente vegetale e accusi problemi di stanchezza molto probabilmente non stai seguendo una dieta corretta.

Stai consumando i cibi in modo variabile e nella quantità giuste? Se la risposta è no, probabilmente  non stai apportando all’organismo i giusti nutrienti oppure stai incorrendo in alcune carenze come:

  • carenza di proteine
  • carenza di ferro
  • carenza di calcio
  • carenza di zinco zinco
  • carenza di vitamina B12
  • carenza di acidi grassi omega-3

    Quindi dopo aver corretto la tua alimentazione (richiedi piano dietetico personalizzato ai nostri esperti) segui anche questi piccoli consigli naturali:

    1. Assumi un infuso di coni di luppolo, con l’aggiunta di miele di tiglio

    2. Bevi due o tre tisane al giorno a base di erbe, come l’ortica, la gramigna e il tarassaco, dolcificate con succo d’acero o d’agave, ti aiuteranno a combattere la spossatezza e a riposare meglio.

    3. Consuma yogurt bianco al naturale, senza zuccheri, con probiotici 

    4. Mangia gli spinaci per sopperire ai cali di energia, e alla carenza di ferro. accompagnati dai alimenti ricchi di magnesio, come frutta secca, riso integrale, lenticchie, banane, pesche, peperoni. In questo modo si riesce a regolare l’apparato digerente, il sistema nervoso e il tono muscolare.

    5. Usa olio essenziale come patchouli per ottenere un’ azione antistress e alleviare mal di testa e ansia. Puoi bagnarti i polsi oppure usarne qualche nell’umidificatore per termosifoni.

    Ricordati sempre che la stanchezza può essere di tipo fisico o di tipo mentale, devi prima di tutto individuare i sintomi per poi conoscere i rimedi, (contattaci se ne vuoi parlare più approfonditamente).

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Vegetariani e carenza di ferro

Il ferro

Il ferro è essenziale per il trasporto dell’ossigeno ad opera dei globuli rossi e per la formazione dei muscoli. L’anemia da carenza di ferro è la più diffusa malattia carenziale nel mondo, ed ha la stessa diffusione negli onnivori e nei vegetariani, specie nelle donne in età fertile e negli atleti.

L’alimentazione vegan è quella più ricca in ferro, più ricca di quella latto-ovo-vegetariana, oltre che di quella onnivora.

Il ferro degli alimenti è presente in due forme: ferro eme, più facilmente assorbito; ferro non-eme, molto più sensibile sia alle sostanze e alle pratiche che inibiscono l’assorbimento (tè, alcune tisane, caffè, cacao, alcune spezie, fibre, calcio da latte e derivati, fitati) che a quelle che lo facilitano (vitamina C e altri acidi organici presenti nella frutta e nella verdura, lievitazione, germogliazione e fermentazione, ammollo, precottura). Il ferro non-eme costituisce la totalità del ferro contenuto nei cibi vegetali, ma costituisce anche il 60% del ferro contenuto nelle carni (e ciò significa che solo il 40% del ferro della carne è rappresentato da ferro eme, non la sua totalità, contrariamente a quanto molti credono).

L’assimilabilità del ferro a partire dai cibi varia dall’intervallo di 2-20% per il ferro non-eme, a circa il 20% del ferro eme, tuttavia le situazioni che esaltano l’assimilabilità del ferro vegetale (vedi sopra) sono in gran parte intrinseche alla dieta e permettono di assimilare anche il ferro non-eme in quantità simile a quella del ferro eme, cioè intorno al 20%: ciò significa che il fabbisogno di ferro dei vegetariani potrebbe essere considerato quasi sovrapponibile a quello dei non-vegetariani. Essendo però al contempo una dieta 100% vegetale più ricca di ferro rispetto a una onnivora, è chiaro come non possano esserci aumentati pericoli di carenza di ferro, tutt’altro.

Usualmente gli adulti vegetariani presentano livelli ematici di ferritina (che è il test di laboratorio indicante il contenuto di ferro di deposito dell’organismo) all’interno dei valori di normalità, ma con valori più bassi rispetto ai non-vegetariani, il che è protettivo per la salute, perché elevati depositi di ferro sono un fattore di rischio di malattie croniche.

Per questo eventuali pratiche aggiuntive che massimizzino l’assorbimento del ferro non-eme (per esempio l’aggiunta di cibi ricchi di vitamina C a pasto, come succo di limone nell’acqua o spremuta di arancia) vanno applicate solo in presenza di reale necessità, non come prassi, altrimenti aumentano i depositi di ferro, che promuovono il danno ossidativo a carico di molecole e cellule dell’organismo.

Infine, il ferro non-eme è preferibile a quello eme perché quest’ultimo sembra favorire la trasformazione tumorale delle cellule intestinali e potrebbe essere uno dei fattori responsabili del rapporto tra assunzione di carne e aumento del rischio di tumore del colon-retto.

Qui di seguito una tabella che riporta i contenuti in ferro degli alimenti vegetali e, per confronto, quelli di alcune carni (Fonte: elaborata su dati INRAN 2000).

Alimento Ferro (mg per 100g al netto degli scarti)
Germe di frumento 10,0
Fagioli borlotti, fagioli dall’occhio e cannellini, lenticchie 9,0-8,0
Radicchio verde, pistacchi 7,8-7,3
Soia, ceci, pesche secche, anacardi 6,9-6,0
Muesli, lupini, albicocche disidratate e secche, rucola, fave, cioccolato fondente 5,6-5,0
Piselli, farina di avena, grano saraceno 4,5-4,0
Carne di cavallo 3,9
Prugne secche, fette biscottate, frumento duro 3,9-3,6
Olive, arachidi tostate, pesche disidratate, miglio, frumento tenero, nocciole e uva secca 3,5-3,3
Agnello cotto 3,2
Farina di frumento integrale, mandorle, fichi secchi, riso parboiled, spinaci 3,0-2,9
Daino e faraona 2,8
Datteri, noci, pane integrale, mais 2,7-2,4
Vitello 2,3
Vitellone, maiale, tacchino, gallina 1,9-1,6

Per il ferro, si tenga conto delle raccomandazioni particolari in gravidanza e delle raccomandazioni particolari nel divezzamento valide per la popolazione generale, non solo per i vegetariani.

I testi di questa pagina sono parzialmente tratti dal libro “Il PiattoVeg, la nuova dieta vegetariana degli italiani”, della dott.ssa Luciana Baroni, Edizioni Sonda 2015.